I Dintorni

Tradizioni: terre ricche di arte e artigianato

Il Casentino è una bellissima vallata che si estende fra le città di Firenze e Arezzo, circondata da montagne, come il Falterona da cui sgorga la sorgente dell’Arno. È immersa in mezzo a foreste imponenti e rigogliose, come quella dell’eremo di Camaldoli e quelle di altre aree boschive, come il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Luoghi appartati e segreti dove si incontrano felicemente arte e natura.

Ci sono luoghi, poi, che hanno lasciato una traccia forte nella letteratura e nella storia. Tra questa la battaglia di Campaldino, avvenuta l’ 11 giugno del 1289, nota soprattutto in quanto legata alla Divina Commedia. La storia ci racconta che non lontano dalla Villa, nella piana che porta a Poppi in località Campaldino, si affrontarono i Ghibellini aretini e i Guelfi fiorentini. In mezzo alle schiere di cavalieri, c’era un giovane Dante Alighieri, che era schierato come Guelfo Bianco. Campaldino ha una importanza fondamentale nella storia medioevale, perché la vittoria dei fiorentini sancisce il dominio delle forze guelfe in Italia e di Firenze sul resto della Toscana.

Campaldino ha una importanza fondamentale anche perché l’evento fu raccontato a più voci da storici e letterati dell’epoca, come Giovanni Villani e Dino Compagni. La battaglia di Campaldino è in assoluto una delle battaglie medioevali maggiormente studiate e conosciute, un osservatorio ideale per capire come si svolgevano le guerre nel periodo medioevale.

Dal reclutamento, ai processi che conducevano all’apertura delle ostilità, dalla pianificazione strategica alla conduzione tattica dello scontro., tutti questi elementi si sono rivelati nel tempo preziosi indicatori per svelare gli aspetti di vita di quell’epoca.

Sempre in Casentino, Dante Alighieri trascorse lunghi anni di esilio, ospite di amici feudatari; qui scrisse alcuni tra i più memorabili canti della Divina Commedia e si narra che il disegno stesso delle caratteristiche bolge con cui immaginava realizzato l’inferno gli fosse stato ispirato dalla struttura della torre antica del castello di Romena.

Il Casentino vide nel corso del ‘400, da parte della famiglia Della Robbia, l’esecuzione di moltissimi manufatti in terracotta ancora presenti nel territorio. Tutta l’area è ricca di reperti, in quanto ogni collina era il terreno per l’edificazione di un castello di proprietà di un feudatario, da cui poi si stendeva il controllo sul territorio circostante. A fianco al potere del feudatario, era posta l’opera della chiesa, in gran parte realizzate con stile romanico, ed erano spazio per gli incontri e la vita sociale del popolo minuto.

Anche la natura si distingue: per i parchi, come il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, popolato da abeti, faggi e castagni, dove si possono incontrare caprioli, cervi, cinghiali, lupi oltre a moltissime specie di uccelli. Al centro del Parco Nazionale si trova la più antica riserva naturale d’europa denominata : Riserva di Sasso Fratino.